Verona Minor ai giovani

 

Custodi del nostro passato e artefici del loro futuro: così, mercoledì mattina nella splendida Sala dei Vescovi, Mons. Zenti, vescovo di Verona, ha salutato i 200 studenti dei 13 Istituti Superiori, grazie anche ai quali è oggi possibile essere accolti nelle 5 chiese dell’itinerario Verona Minor Hierusalem, altrimenti sconosciute agli stessi veronesi.

Sono gli studenti delle scuole Liceo S. Maffei, Liceo G.M. Giberti, Liceo Don Mazza, Liceo Alle Stimate, Liceo Agli Angeli, Liceo G. Fracastoro, Liceo C. Montanari, Liceo Don Bosco, Liceo E. Medi, Liceo Nani-Boccioni, ITE per il Turismo R. Guardini, ITE Marco Polo e ITT Marconi, che, nell’ambito del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro, stanno appunto offrendo il proprio servizio al fianco di 230 volontari adulti accogliendo visitatori e turisti nelle chiese di Santi Siro e Libera, Santa Maria in Organo, San Giovanni in Valle, Santo Stefano e San Giorgio in Braida.

Per molti di loro questo primo contatto con il mondo del lavoro si sta rivelando doppiamente prezioso perché –come ha detto più di uno di loro- consente di scoprire tesori sconosciuti della propria città e di riappropriarsi di una storia che è bellissima e che è orgogliosamente “tutta veronese”.

Suscitando una certa sorpresa, alcune studentesse hanno poi ringraziato pubblicamente quegli adulti che, quali volontari della Verona Minor Hierusalem, assicurano la propria presenza nelle chiese nelle giornate di giovedì, venerdì, sabato e domenica e che si stanno rivelando affettuosi e coinvolgenti con questi ragazzi non perfettamente a proprio agio nelle vesti di custodi in chiesa.

La cosa naturalmente non può che fare grande piacere ai promotori del progetto che, dello scambio intergenerazionale, avevano fatto, fin dall’inizio, uno degli obiettivi primari della Verona Minor Hierusalem.

A don Martino Signoretto, Vicario per la Cultura della Diocesi di Verona, e quindi istituzione ospitante del programma di Alternanza Scuola-Lavoro, è spettato illustrare l’alto valore culturale e umano del servizio allorché, rispettando regole e comportamenti, e persino forzando un po’ la tradizionale ritrosia rispetto al mondo degli adulti, lo studente -ha fatto notare nel suo intervento don Martino-, riesce a fare uno scatto di qualità e a porsi come vero protagonista di una dimensione di cittadinanza attiva che, oltre a gratificare il singolo, avrà ripercussioni positive sull’intera cittadinanza. Ricadute assolutamente positive sull’oggi, perché può riappropriarsi del tesoro comune racchiuso nella Verona Minor Hierusalem, ma anche benefici sul domani perché, proprio anche grazie a questa esperienza di partecipazione e collaborazione, potrà contribuire a costruire un futuro migliore più giusto per tutti.

Ecco perché Verona Minor Hierusalem è davvero un’opportunità da valorizzare assieme.

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