GIÀ TRENTAMILA VISITE NELLA VMH

Dall’inaugurazione del 25 novembre scorso, con un evento nella chiesa di San Giorgio che aveva coinvolto autorità e istituzioni del territorio, il progetto è stato via via assorbito dalla città e dai suoi cittadini, andando a rivivificare l’area esterna all’ansa dell’Adige. E, come era negli obiettivi, i protagonisti assoluti sono oggi i 450 volontari che fanno da custodi e contribuiscono all’accoglienza dei visitatori in 5 chiese (Santi Siro e Libera, Santa Maria In Organo, San Giovanni in Valle, San Giorgio in Braida, Santo Stefano) 4 giorni su sette, dal giovedì alla domenica con orario continuato dalle 10.00 alle 17.30.

Per consentire di aprire il primo itinerario “Rinascere dall’Acqua, Verona Aldilà del fiume” che per il momento coinvolge una parte delle chiese della Verona Minor Hierusalem (quelle situate all’esterno dell’ansa dell’Adige, attorno alla collina di San Pietro), è stato necessario mettere in moto una macchina organizzativa notevole dal momento che il progetto è interamente basato sull’impegno del volontariato.

Cinque mesi fa, con il decisivo sostegno della Banca Popolare di Verona-Banco BMP, il progetto promosso dalla Diocesi di Verona ha aperto alle visite 5 chiese più, eccezionalmente in occasione dei pellegrinaggi mensili, le chiese Santa Maria di Nazaret e San Zeno in Monte (già Santa Maria in Betlemme), altrimenti gestite da privati.

30 mila visite, da dicembre a oggi, lungo l’itinerario “Rinascere dall’Acqua, Verona Aldilà del fiume”, con un aumento di circa il 40% da gennaio a oggi. Considerando che la proposta è nuova, molti sono anche gli stranieri. Almeno 3.000 si sono registrati come provenienti dai tradizionali Paesi europei, ma anche molti dalla Russia, Sud America, Nuova Zelanda, Giappone, Stati Uniti. Segno che il turismo
“ha sete” di nuove buone proposte.

Una nuova proposta, quindi, che si sta rilevando capace di attrarre turismo, o almeno di completare e valorizzare l’offerta attuale, magari costituire un motivo in più per allungare il soggiorno e soddisfare quegli esercenti che spesso lamentano un turismo frettoloso e ancorato soprattutto al giro ristretto del centro storico.

Con il proposito di valorizzare un’altra area della città, per lungo tempo un po’ trascurata, sono state avviate le prime collaborazioni con gli esercenti della zona al di là dell’Adige e con le guide professioniste. Lungi da volere sostituirsi a questi, il progetto può occuparsi direttamente soltanto di accoglienza, sostegno, aiuto e custodia delle opere contenute nelle chiese.

Prima ancora del turista, assolutamente caratterizzante della nostra proposta è la scoperta, riscoperta della figura del “pellegrino”. Accanto ai cittadini veronesi, che non conoscevano, o conoscevano poco questa tradizione e queste chiese, si sta delineando un “utente” diverso e inedito per un contesto moderno e urbano: il pellegrino.

In linea con la riscoperta della via Francigena o dell’esperienza di cammini verso Santiago di Compostela e della nuova via di pellegrinaggio chiamata “Romea Strata“, aumentano, di settimana in settimana, le richieste di compiere questo breve itinerario veronese con un accompagnamento spirituale di approfondimento culturale a tutto tondo. Fino a oggi sono già più di 800. Un fenomeno che, prima
ancora dei meri dati, è per noi più di un fiore all’occhiello.

Le chiese che risultano più visitate sono Santi Siro e Libera (la cui riapertura va a valorizzare ancora di più l’ingresso al complesso archeologico del Teatro Romano) e Santa Maria in Organo con le magnifiche tarsie di Fra Giovanni per troppo tempo celate alla vista. Seguono, nell’ordine, San Giorgio in Braida (già nota ai circuiti di visita turistica per la splendida pinacoteca e la tela del Veronese); quindi salta all’occhio l’attenzione per il gioiellino di San Giovanni in Valle, un po’ fuori dal circuito. Ultima chiesa, ma non ultima, Santo Stefano, forse perché più “inserita” delle altre nel tessuto urbano e quindi data già per “acquisita”. La maggioranza ha visitato le chiese quando e come preferivano, magari facendosi aiutare da un volontario in servizio nella chiesa o richiedendo i materiali di approfondimento per costruirsi da soli una visita della chiesa. Da questa singola esperienza, molti di loro hanno capito che, oltre alla visita della singola chiesa, era possibile fare un vero e proprio percorso (come illustrato nella mappa in distribuzione all’infopoint di via sant’Alessio 34), e così hanno completato il giro con amici, altre associazioni turistiche o richiedendoci una guida professionale di accompagnamento.

Molti sono i gruppi: gruppi parrocchiali; gruppi culturali o comunali; gruppi di Verona, Trento, Venezia, Padova, Milano, Mantova, Firenze. Grazie al buon battage dato dai media nazionali alla proposta, accogliamo gruppi anche da altre città.

Interessante, naturalmente, anche l’opzione delle viste guidate da professionisti che si sono avvicinate alla Verona Minor Hierusalem. Fino ad oggi sono state promosse circa 300 visite guidate di gruppo, circa 12 al mese, grazie anche al piccolo staff di volontarie che contatta le guide professioniste e forma i gruppi.

I volontari sono il vero motore del progetto. Al momento il responsabile del progetto per la Diocesi, il Vicario don Martino Signoretto, e la coordinatrice, Paola Tessitore, possono contare su 250 volontari adulti (in maggioranza tra i 50 e i 70 anni; professionisti in pensione; con una propria formazione culturale) che donano 8 ore di servizio al mese, e 207 studenti del 3° e 4° anno (16 e 17 anni) di 13 istituti Superiori (Liceo classico, scientifico, linguistico, artistico, e Istituto turistico, tecnico-informatico). A tutti è stata data una formazione iniziale artistica e culturale ma anche tecnica e pratica per quanto riguarda sicurezza e accoglienza.

Chi volesse diventare volontario e donare 8 ore di servizio di accoglienza nelle chiese del percorso può compilare il form online per richiedere un colloquio di conoscenza.

Se Banca Popolare di Verona – Banco BPM è stata co-progettista del progetto, vanno ringraziate anche istituzioni ed enti che hanno offerto sinergia al progetto, contributi finanziari, professionalità, idee, competenze e collaborazioni. Tra questi: il Comune di Verona, la Provincia di Verona e la Regione Veneto; l’Università degli Studi di Verona, l’Ufficio Scolastico per l’Ambito Territoriale VII, i 13 Istituti scolastici Superiori convenzionati per il progetto di Alternanza Scuola Lavoro; Verona Fiere, Aeroporto Catullo, Camera di Commercio e Confcommercio; Associazione Piccole Imprese, Fondazione Zanotto, Agsm, Acque VeronesiAmia e l’Associazione Chiese Vive.

 

COSA È LA “VERONA MINOR HIERUSALEM”

In epoca medievale a Verona, come in altre città di Italia ed estere (come Roma, Bologna, Lucca, Istanbul; Mosca, Siviglia, Friburgo…) vennero costruite delle chiese o ribattezzati dei luoghi o manufatti perché ricordassero la Terra Santa a coloro che per ragioni di guerre, carestie o epidemie, non potevano intraprendere un vero e proprio pellegrinaggio fin laggiù. Ad attestare questo sacro vincolo è arrivato a
noi il sigillo cittadino del 1474 su cui, attorno alla figura di San Zeno, leggiamo “Patrono di Verona Minor Hierusalem”. Dunque un attestato assolutamente ufficiale che questa era l’appellativo dato alla nostra città.
Secondo lo storico medievalista Franco Cardini, e massimo esperto delle Gerusalemme d’Italia, recentemente ospite nella nostra città, Verona è un caso estremamente interessante perché, oltre alle omonimie, presenta anche un assetto geomorfologico e/o urbanistico che lega tra loro alcune chiese come Santo Sepolcro (oggi Santa Toscana), Santa Maria di Nazaret, Santa Maria in Betlemme, Santa Trinità in Monte Oliveto, e il Monte Calvario (oggi San Rocchetto), la Fontana del Ferro (come la Fonte nei pressi di Nazaret dove apparve l’Arcangelo Gabriele) o la Scala Santa che qui sale verso la chiesetta di Santa Maria di Betlemme… Una piccola Gerusalemme “in casa”, insomma.
Ecco perché la Diocesi di Verona, nella persona del Vicario per la Cultura don Martino Signoretto, biblista ed esperto di Terra Santa, ha voluto riportare alla luce questa “piccola città celeste” nella città.

Condividi con i tuoi amici